Che Tempo Che Fa fuori Palazzo Pitti?

È sabato 17 gennaio.
Pitti Uomo con le sue sfilate eccentriche ha già iniziato a creare subbuglio per le strade Fiorentine.
Gente vestita in modi assurdi popola le strade intorno la stazione e verso la Fortezza Da Basso.

Un luogo ne rimane fuori, quello che per il nome ne sembrerebbe invece l’anima, Palazzo Pitti: al suo interno regna la solita calma, quella pace silenziosa tipica dei grandi musei.
Solo in un’ala si respira fermento ed un pò di tensione. Tra i dipinti di arte moderna, personaggi  indaffarati, si aggirano tra cavi, borse e valige accatastatead un muro.
Ogni tanto qualche turista fa capolino, incuriosito dal movimento nascosto al pubblico.
Qui si sta mettendo le basi per il collegamento in diretta che vedrà i Marta sui Tubi interpretare un bellissimo pezzo di Ivan Graziani, durante la puntata speciale del sabato di Che Tempo Che Fa.

Sono in mezzo a persone precise e dirette, sicure e di ciò che vanno facendo, perfette nel proprio ruolo, ed io, che non so bene dove mettermi, nè come muovermi mi ritrovo a guardare tutto con gli occhi di una bambina incuriosita: non chiedo per non disturbare, ma ascolto, attenta; provo a capire e memorizzare, cercando di non essere d’intralcio a chi questo lavoro si vede bene che sa farlo.

Poi arrivano i miei 3 ragazzi scalmanati, arriva la pausa sigaretta, che attendevo come una boccata d’ossigeno, (che poi, vi potete immaginare quale onore può essere fumarsi una sigaretta sulla terrazza più alta di Palazzo Pitti?!?!) e quell’aperitivo che serve a distendere i nervi. Arrivano le prove, una dietro l’altra di un unico pezzo. Inizia a salire un pò d’ansia. che si fa più potente man mano che ci si avvicina al fatidico momento.

E poi ci siamo, si contano i minuti alla diretta.
Si accendono i riflettori.
Fazio saluta prima l’arrivo di Greta, poi i Marta.
Giovanni ringrazia il reparto di Ostetricia.
Partono i primi accordi.
Il pezzo esplode.
I ragazzi sono perfetti.

Sono solo una manciata di secondi alla fine, si è lavorato un intero pomeriggio per una manciata di secondi, ma potenti come una fucilata.
L’adrenalina non fa in tempo a salire che già è tutto finito.
Però è bello.
Quell’ansia, la tensione, e poi la forza.
Un brano potente, degli artisti fantastici.
La soddisfazione nelle facce di tutti.

È stato bello esserci.
È stato bello documentarlo.

Bellissimo sentirsi parte di questa famigghia!

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