Venkmans vs Tricky

Un anno e due mesi.
Era il 7 Dicembre 2013.
Oggi siamo al 6  Febbraio 2015.

Un anno e due mesi.
In furgone i toni son più pacati, meno sovraccarichi.
Il freddo si mantiene tale e quale, ma si aggiungere la neve.
Tricky è peggiorato, parecchio.
I Venkmans son migliorati e gli fanno il culo a strisce.
Io, sono solo più cialtrona di sempre.

Con certe persone ritrovarsi è talmente facile, che non lo avverti lo scorrere del tempo.
Ci siamo lasciati ieri, dopo il caffè, e ci ritroviamo più vecchi di un anno, eppure gli sguardi son gli stessi.
Non lo vedi il cambiamento. Non lo avverti. Ed è facile.
È facile riprenderli subito a cuore, scattare le prime foto, riappropriarsi di un furgone che, senza capire bene perchè, pare sia diventato più grande.

Come prima data arriviamo in una Bologna bianchissima, quasi irriconoscibile.
Freddo dentro e difficoltà fuori. Livecheck invece di soundcheck.
C’è tensione, preoccupazione.
C’è attesa, infinita. Ansia.
Ma tutto infondato.
Sapere chi si è e cosa si sta facendo. Ecco il segreto.
Appena inizia il concerto, in quel preciso istante, tutte le tensioni si sgretolano.
Li vedi andare, li vedi suonare come se non fosse mai stato niente.
La gente lo sente, è presa bene, si diverte. Ascolta incuriosita.
Io, invece faccio foto clamorose!
…. Poi arriva Tricky.
Con lui, arriva anche il mio desiderio di andarmene il più velocemente possibile.
La sua voce è diventata totalmente inesistente, le luci sono giochi esagerati di controluce.
La mia voglia è pari a zero.
Non vedo il bello in nulla. Solo noia.
Non c’è nemmeno il “momento pubblico”, nè i 40 minuti di By My Self.
Una delusione.

Ci facciamo 4 risate per distendere i nervi, i ragazzi ricaricano e si riparte.
Si riattraversa la Siberia per rientrare a Firenze.

Il secondo giorno è tutto diverso.
Non per Tricky, no, per lui solita storia di roba insostenibile ed inascoltabile.
Per noi è tutto diverso.
Firenze è Firenze.
Tutto fila liscio come l’olio, mentre io riabbraccio un sacco di gente che non vedevo da un pò!
I Ragazzi sono carichi all’inverosimile. C’è una voglia di spaccare culi che la vedi dallo sguardo.
E quando salgono sul palco questa voglia esplode.
Come una bomba.
Li travolge tutti.
Il pubblico è spiazzato all’inizio, ma lo vedi cambiare, se la fa prendere benissimo.
Ed all’annuncio dell’ultimo pezzo, senti un coretto di “nooooo!!!!”.
Una delle cose per chi c’è soddisfazione a essere lì, nella linea di confine tra pubblico e palco.
Guardi gli occhi di chi è davanti a te, e di chi ti sta dietro.
Hanno fatto le scintille. Senza dubbio.

Il resto della serata è tutto un festeggiare.
È ritrovare vecchi amici a cui tieni tantissimo, nuovi che scopri simpaticissimi, musicisti/baristi che ti riconoscono al primo colpo d’occhio, gente che trovi ovunque, quelli che non vedi mai.
Scorrazzare da un angolo all’altro della Flog, Vederne il bagno per la prima volta.
Cantare a squarcia gola. Ballare come se non ci fosse un domani.

Ritrovarsi a letto sfinita e ubriaca.
Più di vita, che di alcol.

Desiderare fortemente che ogni giorno possa essere come questo.
Augurarmelo, per la mia vita.
E per la loro.

Grazie ragazzi.
B.

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